Biblioteca capitolare
La Biblioteca Capitolare di Monza rappresenta un centro culturale di straordinaria importanza sia per la quantità - fissato già negli anni Sessanta dallo studio di Belloni e Ferrari in 253 manoscritti, di cui ben 176 anteriori al 1500  - sia per la qualità del materiale in essa conservato. La prima testimonianza relativa alla presenza di codici presso la Basilica di San Giovanni Battista è la lettera del 603 di Papa Gregorio Magno a Teodolinda, in cui viene menzionato il dono di un evangelario, di cui è tuttavia rimasta solo la celeberrima sovracoperta. A partire dalla sua fondazione, il complesso è stato un polo di intensa attività culturale e didattica, orientata principalmente alla formazione del clero, come conferma la presenza di codici destinati alle celebrazioni liturgiche e alla formazione scolastica.

Accanto alla produzione locale, nei secoli la Biblioteca si arricchisce di esemplari provenienti dall’area lombarda così come da regioni più lontane, tra cui la Bibbia di Alcuino, realizzata in epoca carolingia dallo scrittorio monastico francese di Tours. Sempre dello stesso periodo è la ricchissima donazione di Berengario, resa celebre dai magnifici dittici eburnei che “legavano” i codici, e che oggi possiamo ammirare nel museo, oltre che per il valore assoluto dei volumi che da essi erano adornati. Proprio sulla scia della donazione imperiale altre ne seguirono e, in modo più consistente all'inizio dell’anno 1000, arricchirono significativamente la biblioteca.

Circa una sessantina di nuovi volumi si aggiungono solo durante il corso del XII secolo: si tratta generalmente di testi di carattere biblico e liturgico, donati principalmente da canonici. Nei secoli immediatamente successivi il patrimonio della Biblioteca ha una parziale battuta d’arresto e l’esiguo numero di manoscritti di natura non ecclesiastica è il riflesso di un ambiente culturale meno vitale di un tempo; interessante è però un piccolo repertorio di testi giuridici che contornano l’importante collezione del IX secolo, in quanto testimonianza della fioritura delle scuole di diritto canonico.

Durante il XV secolo la Biblioteca è soggetta ad un riordino, che vede iniziative di restauro e conservazione dei materiali anteriori presenti, con la rilegatura di numerosi codici. La vita della Biblioteca sembra proseguire quindi tranquilla fino al 1797, anno in cui le autorità napoleoniche confiscano in toto la Biblioteca e il Tesoro del Duomo. I materiali librari entrano quindi a far parte della biblioteca di Napoleone, che impone la rilegatura con stemma imperiale di molteplici codici, rendendone così di fatto, quando non impossibile, assai difficile la ricostruzione della loro storia. Con il Trattato di Vienna del 1817 tornano finalmente a Monza ben 115 manoscritti, ma solamente un terzo degli incunaboli confiscati dai francesi. Per quanto riguarda la composizione dei materiali presenti nella Biblioteca, i codici liturgici rappresentano una parte consistente, nonché costituiscono il gruppo più ricco di codici medioevali.

Tra i manoscritti più importanti e conosciuti conservati oggi a Monza, ricordiamo il codice di Berengario, proveniente da Saint-Amand e risalente al IX secolo e un antifonario miniato nel 1378 da Antonio di Vomate, sorprendente per la sua ricchezza iconografica: due esempi che testimoniano ancora una volta la vivacità culturale della scena culturale e liturgica monzese sin dall’epoca longobarda.


Per consultare il patrimonio librario conservato nella Biblioteca Capitolare di Monza è necessario fissare un appuntamento telefonando al +39 039 326383 oppure inviando una mail a: info@museoduomomonza.it o info@fondazionegaiani.it.
Inoltre, se si è a conoscenza di scritti, studi o ricerche aventi in oggetto un qualsiasi manoscritto della Biblioteca Capitolare, si comunichi a: info@museoduomomonza.it o info@fondazionegaiani.it.
Queste informazioni saranno utilissime per incrementare la bibliografia del patrimonio culturale dell'intero complesso monumentale del Duomo di Monza.

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particolare della facciata
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particolare del Rosone
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particolare della facciata
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particolare del campanile
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particolare del Duomo
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