Si è conclusa domenica 14 settembre l’iniziativa che ha visto protagonisti i visitatori del Museo – monzesi e non – che sono stati chiamati a esprimere il loro parere e condividere i loro ricordi sul tema della mummia di Estorre Visconti e il del suo “destino” espositivo, al termine degli studi e delle analisi condotte dall’Università di Milano-Bicocca, con il LABANOF dell’Università degli Studi di Milano e la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.
In linea con la definizione di ICOM che vede nel nei musei dei luoghi che “Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”, il questionario è stata la prima di quella che ci auguriamo sarà una lunga serie di occasioni in cui il Museo ha voluto mettersi in ascolto dei propri visitatori, per dar loro voce e creare occasioni di confronto e conoscenza reciproca.
I numeri sono testimoni di un forte interesse
Dal 14 luglio al 14 settembre sono state 733 le persone che hanno risposto al nostro questionario: 135 lo hanno compilato in formato cartaceo in Museo, 598 hanno preferito la versione online, condivisa attraverso sito, social e QRcode presenti lungo il percorso espositivo e sulle locandine.
I dati raccontano i nostri visitatori
I dati raccolti con le risposte alla prima sezione del questionario ci permettono di costruire un profilo del nostri visitatori.





Al termine del breve identikit del nostro visitatore, abbiamo voluto includere una domanda che indagasse i vari significati del termine “monzese” e, di conseguenza, il diverso legame di ciascuno con la città. Ne è emerso un quadro eterogeneo, ma piuttosto equilibrato, che mostra come la comunità monzese sia composta non solo dai “monzesi sulla carta”, ma anche da coloro che lo sono per legame affettivo.

I dati ci parlano di Estorre
La seconda sezione del Questionario rivela invece il legame tra Estorre Visconti e la comunità.
Se da un lato c’è un equilibrio quasi perfetto tra coloro che hanno già sentito parlare di lui e chi deve ancora scoprire questa figura storica,

dall’altro le occasioni, passate e presenti, che hanno determinato l’incontro tra Estorre e i visitatori sono numerose e interessanti. Esse testimoniano di quanti e quali siano i vari vettori della conoscenza, nonché le occasioni che facilitano l’incontro tra la comunità e le testimonianze della propria storia.

Un quadro che ancora una volta richiama la definizione di ICOM, che vede nel museo un luogo che “compie ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale”.
I dati che raccontano il futuro di Estorre: dal chiostrino del Duomo a…?
La terza sezione, nonché il cuore e il motore stesso del questionario, racconta invece del futuro di Estorre e della sua ricollocazione al termine delle indagini condotte sul suo corpo.

Più del 90% dei partecipanti al questionario si è detta favorevole a una ricollocazione all’interno delle sale del Museo, in una collocazione che sia rispettosa dei resti e della sensibilità di ciascuno.
I restanti voti si sono divisi tra chi si è detto contrario a una esposizione al pubblico del corpo (2,5%) e chi ha proposto ricollocazioni alternative.
Il questionario è poi proseguito con una sezione di “affermazioni” alle quali è stato chiesto di reagire su una scala da zero a quattro [0 = non sono per niente d’accordo a 4 = sono pienamente d’accordo].
Alcune domande ci hanno permesso di approfondire il tipo di interesse suscitato dal corpo mummificato di Estorre Visconti.



Mentre altre affermazioni riguardavano più in generale il delicato tema della musealizzazione dei resti umani.



Grazie!
Al termine di questa prima tappa percorsa insieme verso la creazione di un museo partecipativo, nel quale la comunità ha un ruolo attivo nel processo di creazione ed evoluzione del percorso espositivo, nonché delle attività di approfondimento e valorizzazione del patrimonio culturale, desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di confronto.
Grazie a chi risposto al questionario, dedicando parte del proprio tempo a questa iniziativa, e grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla sua diffusione, attraverso il passaparola e la condivisione.


